I CAPRICCI DEI BAMBINI

I CAPRICCI DEI BAMBINI: Capricci o manifestazione di paure, bisogni e desideri nascosti? 

Cosa sono i capricci, come si manifestano e perché?

Partiamo dal presupposto che la visione di “capriccio” come manifestazione inspiegabile, inutile e “cattiva” che hanno alcuni adulti è un concetto superato.

I capricci sono tutt’ altro, nascondono bisogni difficili da spiegare, desideri, necessità e richieste, ecco perché capirli e gestirli diventa necessario all’ interno di un percorso educativo coerente, positivo e costruttivo che il genitore dovrebbe avviare insieme al proprio figlio.

Non esistono ricette infallibili o sciroppi miracolosi, ma attraverso l’analisi del problema, l’analisi della dinamica famigliare, dei sentimenti di tutti e delle possibili soluzioni, si può avviare un processo educativo amorevole, ma anche coerente e fermo.

L’educazione è un viaggio che comincia nella prima infanzia ed ha un importante obiettivo: aiutare il bambino a sviluppare, nel miglior modo possibile, le proprie potenzialità.

Le scelte educative dei genitori potranno contribuire a dar vita a bambini indipendenti, responsabili e dotati di una buona capacità di giudizio oppure il contrario.

I capricci come tappa dello sviluppo della consapevolezza di sé: non si possono evitare

I bambini piccoli imparano “dove loro finiscono e dove gli altri cominciano” sperimentando e mediante la relazione con i genitori; infatti la loro consapevolezza di sé è strettamente legata al “fare” (giocare, chiacchierare, arrampicarsi, correre, gridare senza sosta).

I bambini quindi, non ancora strumentati di un reale “confine” del proprio sé, non sono in grado di porre un limite a ciò che vogliono: la loro unica preoccupazione è fare ciò che vogliono e farlo subito. Quando perciò dite un “no” a vostro figlio ricordate che lui non è capace di considerare con calma il vostro punto di vista perché è talmente autocentrato che non è in grado nemmeno di capire che voi possiate avere un punto di vista e quindi si sentirà solo confuso e frustrato. Per aiutarlo cercate quindi di sostituire i “no” con la proposta di due alternative (non “cosa vuoi fare?”).

La frustrazione genera molta tensione che in qualche modo va scaricata e gettarsi per terra, agitarsi o urlare non sono altro che operazioni che consentono di rilasciare subito questa tensione.

Se il bambino percepisce che voi, come genitori, non siete in grado di governare e contenere le sue manifestazioni di frustrazione e rabbia, le stesse gli appariranno fuori controllo e lui continuerà a ripetere uno schema di emozioni estreme nella speranza che, prima o poi, qualcuno se ne faccia carico e le possa contenere.

“Le Età dei Capricci”

A qualunque età infatti, il bambino ha bisogno di percepire che il controllo della situazione è in mano vostra, deve sentirsi “sorretto” dal modo in cui gestite la sua rabbia così che, alla fine possa calmarsi e ritornarvi vicino.

I bambini sotto i Due Anni

Nei bambini sotto i due anni, le crisi scoppiano all’ improvviso, senza alcun segno premonitore perché sono troppo piccoli per controllare e prevedere quanto sta per accadere. Cercare di ragionare con un bambino in procinto di fare i capricci non serve a molto: ha già smarrito parzialmente la capacità di farlo quindi è meglio provare la tecnica della distrazione cercando di coinvolgerlo in qualche attività che ha lo scopo di dimenticare quello per cui stava per fare i capricci

I bambini più Grandi

Con i bambini più grandi, invece, che sono un po’ più consapevoli, a volte i capricci possono essere prevenuti a patto di agire con tempismo e decisione

Fissate dei limiti e rispettateli con coerenza (soprattutto fornendo il corretto esempio)

– Siate fermi conservando la calma (il modo migliore per gestire una crisi di capricci è quello di mostrarsi forti e silenziosi)

Dopo la “tempesta”

Questo è il momento più importante: quello che fate dopo che il vostro bambino ha smesso di piangere e urlare generalmente determina la quantità e la qualità di capricci che ancora dovrete sopportare. Dovrete essere accoglienti nei confronti di vostro figlio e sinteticamente:

  • descrivete la situazione che ha fatto esplodere il vostro bambino,
  • ditegli cosa volete che faccia la prossima volta,
  • respingete i suoi capricci: “vorrei che questo non accadesse più”,
  • rassicuratelo su fatto che gli volete comunque bene
  • invitatelo a pensare su quanto è accaduto.

“Vostro figlio può essere paragonato a un ruscello veloce che scorre fra le rive del vostro essere genitore. Se lo bloccate a metà strada per chiedergli di aspettare un minuto lui semplicemente non potrà fermarsi: dietro di lui l’intero fiume preme e lo spinge inesorabilmente in avanti, incalzando sempre più la sua stessa urgenza di avanzare. Il fiume ha bisogno di straripare, di manifestarsi, ma non ha un posto dove andare se trova una diga lungo la strada. Allora ci sarà un caotico muoversi in circolo, un frenetico andare avanti e indietro sempre nello stesso punto, alla ricerca di una via di fuga.

E infine, ecco l’inondazione, lo straripare oltre gli argini che di solito contengono oltre il fiume. Quando hanno finito di erompere, le acque hanno bisogno di cure attente. Devono essere raccolte e restituite al fiume, e si devono ricostruire le rive”.  cit. Penney Hames in “I bambini non fanno mai i capricci”

Per approfondimenti in merito all’argomento trattato è possibile contattare la Dott. ssa Arianna Sala dello Studio Il Mandorlo a Cernusco s/N, e a fine di settembre verrà organizzata a Cernusco s/N una serata tematica destinata ad un numero limitato di persone.

 Dott.ssa Arianna Sala

Psicologa Psicoterapeuta

Studio Il Mandorlo – Cernusco s/N

339/2649390

studiomandorlo@gmail.com

 

 

 

 

 

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