Consigli utili e falsi miti per la vita da spiaggia

Benefici del mare

Andare al mare è una splendida opportunità per i bambini che traggono oltre che gran divertimento anche numerosi benefici dall’aria salsoiodica, il sole e la sabbia.

Vicino alla riva, l’aria è particolarmente ricca di sali minerali per via delle onde che si infrangono su sabbia o roccia e per gli spruzzi dell’acqua marina sollevati dal vento. Un aerosol marino, di cloruro di sodio e magnesio, calcio, bromuro, silicio, potassio, iodio che agisce migliorando le funzioni respiratorie. Con un immediato effetto antistress.
Secondo gli esperti camminare a piedi nudi è una buona abitudine e per un bambino che muove i primi passi presenta notevoli benefici. Muoversi a piedi scalzi significa assumere una posizione naturale, trovare il proprio equilibrio e percepire al massimo le sensazioni di pelle. Il peso viene distribuito in modo uniforme, la muscolatura si rafforza.
Giocare con la sabbia poi è un modo per esercitare la manualità e dare sfogo alla fantasia.
Infine il sole migliora lo stato di benessere dell’intero organismo, stimola l’ormone della crescita e favorisce il buon umore.

Insidie da spiaggia

Tanti sono i benefici della vita da spiaggia che nasconde però anche alcune insidie. Con pochi accorgimenti ed un po’ di attenzione si riesce facilmente a tenere a bada i rischi che il mare porta con se’.

Meduse
Se le si avvista in mare, la cosa migliore è non far fare il bagno al bambino. Ma non sempre è facile avvistarle. Le meduse infatti si spostano rapidamente, trascinate dalla corrente del mare e possono essere in superficie o in profondità.

Ecco le 5 cose da fare nel caso di un “incontro ravvicinato”:

  • Fai uscire il bambino dall’acqua
  • Tranquillizza il tuo bambino perché, a differenza di quello che normalmente si crede, la medusa non punge, né morde. Caratteristica fondamentale delle meduse sono i lunghi e sottili tentacoli. Quando vengono a contatto con la pelle, i tentacoli spesso emettono una sostanza che causa irritazioni cutanee. Il bambino si spaventa, anche perché sente un bruciore e un dolore. Ecco perché è importante stargli vicino e rassicurarlo.
  • Controlla che non ci siano parti di medusa rimaste attaccate alla pelle. In questo caso è importante cercare di rimuoverle delicatamente.
  • Sciacqua la cute con abbondante acqua di mare.
  • La parte che è venuta a contatto con la medusa diventa rossa e gonfia in pochi minuti e mentre il bruciore inizia a ridursi, aumenta la sensazione di prurito. Se disponibile, applicare un gel astringente al cloruro d’alluminio. Il Gel ha un ottimo effetto anti prurito e blocca la diffusione delle sostanze urticanti liberate dalla medusa.
    In mancanza di questa pomata, si può usare una crema al cortisone anche se i risultati sono minori!

Ed ecco le 5 cose da NON fare:

  • Evita che il bambino si gratti. Il prurito è intenso, ma, se si gratta, la situazione non può che peggiorare.
  • Non strofinare la sabbia, né l’asciugamano sulla cute dolorante perché il dolore peggiora!
  • Non usare acqua dolce, né ammoniaca, né aceto, né alcool, né succo di limone: sono “falsi” rimedi. tanto meno la pipì: si tratta infatti di una leggenda metropolitana che non ha nessuna base scientifica. Potrebbe essere stata generata dal fatto che il calore delle urine genera un momentaneo sollievo che attiva un effetto placebo.
  • Non usare creme antistaminiche: funzionano poco e ci impiegano tanto tempo per agire (20-30 minuti).
  • La pelle colpita dalla medusa resta sensibile alla luce del sole, ovvero diviene fotosensibile. Pertanto, se esposta ai raggi solari, tende a scurirsi rapidamente. Per evitare che si formi la cosi detta macchia, non esporla al sole, ma coprirla bene, con uno schermo solare 50+ fino a quando la infiammazione non possa (generalmente 10-14 giorni).

Non lasciare il bambino da solo! Può capitare, anche se molto raramente, che le condizioni cliniche del bambino peggiorino rapidamente subito dopo il contatto. La reazione cutanea infatti si può diffondere e contemporaneamente possono comparire difficoltà respiratorie, pallore, sudorazione e disorientamento. In questo caso, è importante non attendere e chiamare rapidamente i soccorsi.

Sole

I bambini vanno esposti al sole nelle ore più fresche. Fermo restando che prima dei 6-8 mesi è bene evitare l’esposizione diretta ai raggi solari e che, fino a 24-36 mesi, i bambini vanno esposti al sole per brevi periodi ed in ogni caso solo al mattino presto o nel tardo pomeriggio.
La crema va messa sulle zone scoperte anche se il bambino sta nella carrozzina.
E’ fondamentale mettere la crema ogni 2 ore e dopo il bagno anche se è waterproof.
Il fattore protettivo più indicato è 50+. Se cercate indicazioni per scegliere la crema più indicata per il vostro bambino qui trovate i consigli dell’esperto.

Bagni

Al mare i bambini scalpitano per entrare in acqua, ma la regola delle 2 -3 ore prima del bagno dopo pranzo è valida?

La International Life Saving Federation ha dimostrato che ci sono pochissimi collegamenti tra i pasti prima del bagno e il rischio di annegamento e nella letteratura medica non viene fuori nulla che leghi il termine congestione al bagno al mare dopo pranzo.

La Dott.ssa Elena Bozzola, Consigliere Nazionale SIP, ci segnala che il tempo di attesa prima dei bagni dipende da 3 fattori:

  • temperatura dell’acqua
  • velocità di immersione
  • tipologia del pranzo

Un’indicazione utile sempre è di prediligere frutta e verdura limitando i carboidrati e i grassi. In questo caso è il tempo di attesa per il bagno può essere ridotto al minimo.

Se si considerano i tempi medi di permanenza del cibo nello stomaco, appare chiaro che 3 ore di digestione riguardano solo pasti pasti particolarmente pesanti.

carboidrati, per esempio, vengono digeriti in circa un’ora, come anche latte scremato e formaggi freschi. Anche per il pesce è necessario attendere 60 minuti. Un succo di frutta richiede invece 20 minuti, la frutta e la verdura cruda circa 30-40 minuti e le patate 60.

Per una bistecca di manzo servono invece 3 o 4 ore, mentre per il maiale circa 5. Anche i formaggi stagionati impiegano circa 4-5 ore per essere digeriti.

A rischiare di sentirsi male in acqua non sono quasi mai i bambini, ma soprattutto gli adulti.

I problemi più severi a livello nervoso e cardiaco si verificano solamente a causa di un impatto brusco del viso con l’acqua fredda, ma per aggirare il rischio basta fare come i tuffatori professionisti che si bagnano prima di salire sul trampolino.

L’unica cosa che davvero bisogna evitare sono gli alcolici, causa frequente di annegamenti (in California, il 41% degli allagamenti): l’avviso è quindi soprattutto per gli adolescenti e per gli adulti.

Testo raccolto dal sito della Società Italiana di Pediatria e dal Centro Medico Santagostino

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