La quarantena dei bambini: come gestire lo stress dei bambini? Riflessioni e soluzioni - Family Days

La quarantena dei bambini: come gestire lo stress dei bambini? Riflessioni e soluzioni

Dover restare chiusi in casa non è sempre facile, soprattutto per i più piccoli che hanno tanta energia da impiegare e che magari non hanno del tutto chiari i dettagli della situazione che stiamo vivendo.

Non scordiamoci dei bambini, dei loro sentimenti, delle loro emozioni, delle loro paure perché, come noi, stanno affrontando un momento difficilissimo a causa del Coronavirus che li ha costretti a casa in quarantena.

Siamo tutti molto concentrati sullo stare attenti, restare in casa, uscire solo in caso di necessità e soprattutto usare le dovute precauzioni. Ma quanti si stanno interrogando sulle possibili conseguenze e reazioni dei bambini?

Bambini e Coronavirus: ecco cosa dice la Società Italiana per lo Studio dello Stress Traumatico

La Società Italiana per lo Studio dello Stress Traumatico ha proposto alcune riflessioni e consigli rivolti a genitori o cargiver di riferimento di bambini/adolescenti prendendo spunto anche dalle Linee guida del National Child Traumatic Stress Network su come gestire irritabilità, oppositività, lagna, capricci, tensioni dei bambini.

Cosa fare con i bambini per lo stress da reclusione da Coronavirus

  • Accogliere e legittimare
    “mi sembra tu sia arrabbiato, triste, etc, è così?” 
  • Essere disponibili al dialogo
    “ne vuoi parlare? Hai voglia che parliamo di questo?” 
  • Validare
    “mi spiace che tu ti senta così, è proprio difficile questa situazione” 
  • Riconoscere i trigger 
    I trigger sono un evento, un suono, qualsiasi cosa che ci metta in allarme.Niente succede all’improvviso, osservate se c’è qualcosa che sta allarmando il vostro bambino, chiedetevi se voi stessi siete agitati e il bambino sta reagendo alla vostra agitazione/tristezza, o avete discusso di qualcosa con il partner, o avete la televisione accesa sul notiziario. Cercate di capire cosa può aver agitato il vostro bambino”.

Restiamo a casa e andrà tutto bene. Ma quali saranno le conseguenze per i bambini dopo questa quarantena?

Si è parlato tanto delle interpretazioni soggettive date al decreto, ma abbiamo notato che si è parlato poco dei bisogni dei bambini e della difficile gestione della loro quotidianità. Un bambino ha bisogno di spazi esterni, di condividere, di socializzare, eppure si fa presto a dire: state a casa.

È fondamentale non lasciare i bambini soli a cercare di interpretare la realtà, cambiata dal Coronavirus.

I piccoli non percepiscono il tempo e il cambiamento come lo viviamo noi, ma vivono di riflesso il nostro stress, i nostri umori, gli stati emotivi, i nostri cedimenti, le nostre ansie.

Citando la SISST (Società Italiana sullo Studio dello Stress Traumatico)

“Le informazioni veicolate da qualsiasi media su eventi potenzialmente destabilizzanti hanno un innesco emotivo spesso nascosto che aumenta paure e ansia anche nei bambini. […] in alcuni casi possono attivare disattenzione, problemi di concentrazione, irritabilità, sonno disturbato. 

Le difficoltà emotive possono non sempre essere visibili e saranno proporzionate alle capacità individuali di assorbimento di ciascuno. I genitori e chi sta accanto ai minori hanno anche la funzione didattica di cuscinetto che attutisce senza nascondere.”

L’adulto potrebbe quindi decidere di dedicare uno specifico tempo all’informazione, ad esempio potrebbe spendere la serata (quando il bimbo dorme) per mettersi in paro con le novità del momento, e aiutare i bambini a comprendere che stiamo vivendo qualcosa di diverso dal solito, ma senza sobbarcarli di responsabilità e paure, piuttosto sfruttando la loro energia e fantasia per farli divertire e distrarsi.

Cosa fare in casa ai tempi del Coronavirus: attività e giochi proposti dalla SISST.

La SISST consiglia alcuni giochi/attività per aiutare il bambino a non lasciarsi sopraffare da stati d’ansia e tensioni. Eccone una selezione:

GIOCO 1

Aiutiamo il bambino a ritrovare l’orientamento.
Se notate che è un po’ disorientato, molto agitato, proponete una variante della caccia al tesoro.

Sollecitiamo il sistema visivo.
Nella stanza in cui siete dovrà trovare 3 cose rosse, 3 cose gialle, 3 cose blu, o i colori che preferisce (se l’età lo consente andranno bene anche lettere e numeri).

Sollecitiamo il sistema tattile.
Cercate 3 oggetti pesanti, 3 oggetti morbidi, 3 oggetti lisci, 3 oggetti ruvidi.
Sollecitiamo il sistema olfattivo.

Giocate con gli odori nella stanza: cercate qualcosa che ricordi un profumo buono e allontanate un odore che disturba.

GIOCO 2

Lavoriamo con il bambino sul radicamento.
Il radicamento a terra, dei piedi, aiuta il bambino a percepire supporto e sostegno dal suolo e dalla consapevolezza di essere “con i piedi per terra”.

Sfruttando una delle posizioni dello Yoga, l‘albero, rappresentandolo nella sua fierezza, nella sua staticità e nella sua imponenza e fategli percepire le radici che entrano in profondità e nutrono la terra, se serve aiutatevi con un’immagine da mostrargli, (esempio una Quercia).

GIOCO 3

Educhiamolo a una corretta respirazione.
La respirazione ha un ruolo importante nella regolazione delle emozioni. Ci sono molti esercizi per i bambini sulla respirazione come ad esempio la respirazione dei pensieri felici.
Potete fare un elenco con il vostro bambino di cose positive da mettere dentro e cose negative da buttare fuori.
Es: inspiro il sole e butto via la pioggia; inspiro sorrisi e butto via le lacrime.

GIOCO 4

Cerchiamo di capire come si sente.
Potremmo sfruttare il gioco del mimo per rappresentare la sensazione che si ha come se fossimo un bollettino metereologico.
Mi sento sereno, mi sento nuvoloso, mi sento ventoso ecc… fategli vivere con il corpo la sensazione che sente addosso.

GIOCHI 5 E 6: Giochi di movimento 

Monitoriamo la sua attivazione, aumentandola o diminuendola all’occorrenza.
Se nei nostri bambini notiamo agitazione motoria, può essere data dal fatto che non possono uscire, dal non poter giocare nei parchi, dal non poter muoversi per fare sport. Il bambino, infatti, ha bisogno di movimento: se la casa lo permette non bloccate l’attivazione dei vostri piccoli, ma canalizzatela e rallentatela al fine di regolarla.

Potreste giocare a sacco pieno, sacco vuoto facendo salire e scendere il bambino; potreste giocare ai passi grandi come un elefante e passi piccoli come una formica per farlo muovere in avanti o indietro; potreste giocare a un, due, tre stella per farlo spostare velocemente e stopparsi rapidamente.

Se invece il vostro piccolo sotto stress non ha possibilità di manifestare attacco/fuga potrebbe rispondere con l’immobilizzazione. In questi casi potremmo notare una stanchezza e lentezza eccessive.

Per passare da uno stato di ipoattivazione, a uno stato di attivazione, potreste coordinare i giochi motori scandendo il tempo con un tamburoaccelerando e decelerando, veloce/piano, lento/forte, un battito si salta, due battiti si gira, tre battiti si corre da A a B.

GIOCO 7

Trovate insieme spazi personali o confini.
Stare insieme è bello, ma se questo avvenisse per scelta. Se invece l’esigenza di star insieme è forzata da un decreto senza possibilità di uscire dalle mura della propria abitazione, è necessario ritagliarsi degli ambienti che siano solo suoi o degli orari durante il giorno in cui possano esserlo.

Potreste usare la carta di giornale e con i fogli rappresentare delle isole, o usare lo scotch carta e creare dei quadrati a terra o dei cerchi per ogni componente della casa. In questo modo si educa il bambino a stare vicini, ma nel proprio personalissimo spazio, senza che nessuno lo possa attraversare se non autorizzato dal proprietario.

GIOCO 8

Trovare le risorse da rinforzare.
I bambini hanno delle caratteristiche caratteriali (scusate il gioco di parole) positive e negative: educhiamolo a far emergere quelle positive per assopire quelle negative. L’obiettivo è insegnare al bambino gli aspetti positivi di ogni realtà e rinforzarli.

Potreste giocare all’immedesimazione degli animali.
Se nel gioco siete leoni potete far vincere l’aspetto della forza e del coraggio e far spegnere l’aggressività verso gli altri animali.

Non esiste una reazione oggettiva agli stati di stress

Non esiste una reazione agli stati di stress universalmente oggettiva e che vada bene per tutti, anche perché ogni famiglia vive la situazione in modo completamente diverso.

Cosa possiamo fare, allora?
Osserviamo i nostri figli, monitoriamoli e comprendiamoli. 
 
Ricordiamoci, inoltre, che non siamo soli e che se ci serve aiuto, possiamo sempre rivolgerci alle associazioni che supportano le famiglie e i minori.

 

Testo raccolto dal sito Roma03

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